venerdì 23 novembre 2007

BASTA SOLDI alla Nettuno servizi

Basta soldi alla NETTUNO SERVIZI
Versiamo l'ICI direttamente nelle casse del Comune utilizzando il
Modello F24.
In mancanza di iniziative politiche che contrastino l’immobilismo delle istituzioni e l'arroganza della dirigenza della Nettuno servizi srl, per salvare Nettuno dal collasso e ripristinare un minimo di legalità
esortiamo tutti i cittadini a pagare i tributi comunali ICI esclusivamente tramite il modello F24
come indicato dalla legge finanziaria del 2007,
in questo modo gli importi saranno incassati direttamente dal comune.

I moduli si trovano nelle filiali delle banche, alla posta, oppure potete prelevarli, insieme alle istruzioni e ai suggerimenti, nei link qui a destra. Assistenza gratuita presso:
- CAF UIL via Adda 5 a Nettuno
- CAF UIL Lavinio scalo
- CAF CISL via De Gasperi a Nettuno
- CAF CISL piazza Pia ad Anzio

Cittàincomune, il comitato di quartiere di San Giacomo, il comitato di quartiere “Uniti per Cretarossa” si metteranno inoltre a disposizione dei cittadini per la consulenza e il supporto all’elaborazione dei modelli stessi, con le seguenti modalità:

  • sabato 1 dicembre dalle ore 9.30 alle ore 12.30 in via San Giacomo, 67;
  • venerdì 7 dicembre dalle 16.00 alle 20.00 presso la libreria “Fahrenheit 451” in via C. Cattaneo;
  • sabato 8 dicembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00 sempre presso la libreria “Fahrenheit 451” in via C. Cattaneo.
Altre date ed altre sedi saranno comunicate in seguito.

domenica 7 ottobre 2007

Città in Comune per una città in comune: gli elementi di fondo del nostro progetto

Gli avvenimenti politici, la stagione di governo straordinario e una evidente assenza di segnali di sviluppo economico e lavorativo a Nettuno hanno dato vita a un grave quadro di incertezze, purtroppo attraversato da fattori destabilizzanti e da un diffuso senso di sfiducia verso le istituzioni locali ma soprattutto verso i partiti politici locali, a vario titolo responsabili dell’attuale problematica situazione del nostro territorio. In questo contesto, se adeguatamente colta e sollecitata, può crescere nella popolazione la consapevole ricerca di figure competenti, concrete e vicine ai loro problemi e alle loro esigenze. I frutti di una trentennale modalità di interpretare la politica locale sono ormai davanti agli occhi di tutti. Il difficile presente è il conto che la storia presenta a Nettuno, per il malgoverno, l’approssimazione e la superficialità di molti amministratori, per la scarsa partecipazione dei cittadini al controllo e alla gestione della cosa pubblica, per il voto di scambio eretto a sistema, per la politica degli interessi personali che ha tristemente accomunato buona parte degli amministratori e una parte non marginale dei cittadini. A questo punto la realtà dimostra a tutti i cittadini che un sistema territoriale politicamente inefficiente e inquinato giova solo a una minuscola cerchia di privilegiati. Dimostra che un interesse personale garantito in cambio dell’appoggio e del voto compromette o impedisce vantaggi superiori derivanti dallo sviluppo complessivo del territorio promosso da una buona amministrazione, in termini di qualità della vita, di occasioni di lavoro, di servizi efficienti. A questo punto la realtà dimostra a tutti i cittadini che il disinteresse, la scarsa partecipazione mettono a repentaglio il futuro nostro e dei nostri figli, le nostre singole chance di costruire e vivere una vita degna, piena, quanto più possibile prosperosa; una vita che trovi nel territorio o dal territorio in cui si sviluppa gli strumenti e le condizioni per realizzare al meglio le sue libertà e le sue potenzialità: la possibilità di essere felice.
In questo contesto, crediamo, sia possibile, anzi doveroso, tentare di dar vita a un progetto che ponga al centro le concrete capacità amministrative individuali, l’onesta, l’attenzione verso tutti, la capacità di ascoltare e parlare con tutti. Questo, a nostro parere, è ciò che i cittadini nettunesi stanno imparando a riconoscere sulla loro stessa pelle come virtù dell’amministratore locale, come valore aggiunto nella vicinanza tra amministratori e amministrati. Si tratta di riconoscere che in ogni caso e in misura più o meno pronunciata e diffusa è avvenuta o è in fase di realizzazione una valutazione, una presa di coscienza, degli effetti del modo con cui gli attori locali - dai politici a noi cittadini - hanno interpretato qui a Nettuno la politica fino ad oggi. È per questo che oggi riteniamo possibile dare impulso a un progetto politico intorno all’idea di una Città in Comune.
Città in Comune significa in primo luogo città che è di tutti e da ognuno condivisa. Significa città come luogo sociale, appartenente a tutti, bene collettivo, identità comune, valore comunitario in cui si incontrano e si compongono le diversità e i differenti interessi dei singoli cittadini, dimensione attraverso cui, in rafforzati legami generazionali, si perpetuano, si riproducono e si modificano i significati della vita. Città in Comune significa però anche consesso civile che si riappropria delle politiche del Comune, società e cittadini che aspirano a una diversa e più diretta partecipazione alla gestione delle politiche locali. Città in Comune vuole anche significare dar corpo a un ente locale che promuove e tutela la città nel suo complesso, un ente locale che realizza e costruisce l’istituzione più vicina ai cittadini-elettori: un ente davvero comune con cui si possa realizzare quotidianamente non solo una più funzionale relazione tra fornitore di servizi/utente, ma anche una costante e creativa forma di dialogo e collaborazione. Città in Comune vuole significare anche capacità di cura reciproca: un comune capace di prendersi cura dei suoi cittadini e dei cittadini con un rapporto di cura per i beni pubblici e il territorio del Comune.
Città in Comune significa promuovere una maggiore identificazione da parte dei cittadini nel Comune. Un processo che sostiene e conferma il comune interesse dei cittadini a migliorare e promuovere il territorio in cui si realizza la loro vita. Questa identificazione del comune sentire di fondo nel Comune diventa un “fatto sociale”, un fatto di democrazia. Una Città davvero in Comune in cui rispecchiarsi moltiplica le dinamiche relazionali, e rafforza il patrimonio evocativo della città, la sua stessa identità, il valore della città e del Comune agli occhi dei suoi cittadini, generando così a sua volta un miglior funzionamento complessivo del territorio, capacità di progettare e realizzare sforzi comuni: i soli in grado di dar vita a effettivo e duraturo progresso locale.
A questo stesso concetto di Città in Comune si lega inscindibilmente quello della partecipazione. Per una città in comune ogni cittadino diventa indispensabile perché tutti sono portatori di conoscenze, informazioni e valori utili alla soluzione dei problemi del territorio e alla promozione del suo sviluppo.
In questo senso, l’identità di questo nuovo progetto politico deve essere multiforme e policroma, il peso delle ideologie limitato, l’apertura a istanze e posizioni virtualmente indefinita. Suoi tratti specifici dovranno essere le capacità di coinvolgimento, di dialogo, di confronto tra valori, nella convinzione che ogni diversa istanza riflette una porzione della realtà sociale, dei suoi problemi e delle sue potenzialità. Aggregando competenze diverse, difformi convinzioni, prospettive divergenti, Città in Comune dovrebbe funzionare come osservatorio per la rilevazione, l’analisi della realtà cittadina e come laboratorio democratico per la composizione e la sintesi della pluralità di posizioni, con il costante obiettivo di arrivare a concrete soluzioni condivise attraverso il confronto plurale.
Una Città in Comune significa portare nel Comune i problemi reali e le esigenze sentite della città. Per questo il nostro nuovo progetto politico si dà come misura il confronto con i singoli reali problemi della città e come regola la messa a punto e la realizzazione di progetti piccoli, fatti di obiettivi chiari e misurabili, caratterizzati da larga condivisione ed elevata possibilità di realizzazione.
Se è vero che i progetti per il futuro si realizzano attraverso piccoli passi è altrettanto vero che un futuro migliore si concepisce soltanto attraverso una adeguata conoscenza della realtà di fatto e dalle sue radici storiche. Città in Comune richiama la necessità di approfondire le analisi sulle variabili socio-economiche del territorio per approntare ipotesi di sviluppo e soluzioni dei problemi più razionali ed efficaci. D’altra parte una migliore conoscenza del volto reale della nostra città faciliterebbe i processi di identificazione dei cittadini e il loro senso di appartenenza comune: conoscere il Comune permette di sentirsi, sentire e fare più in comune, unire le forze per il progresso del Comune.
Dunque vorremmo lanciare un progetto politico focalizzato sulla realtà locale, sui singoli problemi reali, sulla concretezza, sull’attenzione ai temi del ben vivere nella città; un progetto politico caratterizzato dalla partecipazione, dal pluralismo, dalle competenze, dalla vitalità e dal dinamismo. La strada che percorrerà questo progetto dipenderà dalla volontà delle persone che decideranno di abbracciarlo e partecipare. Un primo atto però è stato compiuto, abbiamo preparato un codice etico che sottoponiamo ai cittadini e ai partiti e movimenti politici locali. Riteniamo abbia valore in sé, ponga una serie di imprescindibili vincoli morali e indichi elementari norme di buona pratica politica. Invitiamo chiunque condivida i punti del nostro codice etico ad aderire al nostro progetto, a contattarci e partecipare ai nostri lavori, a sottoscriverlo e a diffonderlo attraverso il nostro sito internet http://cittaincomune.blogspot.com/

mercoledì 3 ottobre 2007

Idee! Idee!

Esprimete attraverso i post le vostre idee per i gruppi di lavoro!
Elenio

mercoledì 5 settembre 2007

Introduzione al Codice Etico

Città in Comune
Movimento cittadino di opinione

MANIFESTO per un CODICE ETICO

Il Consiglio Comunale di Nettuno è stato sciolto il 28 novembre 2005. Il decreto del Presidente della Repubblica con cui si sanciva questo atto straordinario motivava testualmente la decisione con “le ingerenze della criminalità organizzata, rilevate dai competenti organi investigativi” e “al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale [...], per il ripristino dei principi democratici e di libertà collettiva”.
La grave situazione economica e amministrativa del Comune di Nettuno è emersa in modo drammatico nei quasi due anni di lavoro della Commissione straordinaria e si è inevitabilmente tradotta in una serie di inefficienze, disservizi, riduzione degli interventi e aumento delle imposte locali che hanno reso difficili la vita quotidiana dei cittadini, le attività economiche e significativamente compromesso le opportunità di sviluppo e crescita del nostro territorio per il futuro.
Le responsabilità dell’emergenza politica ed economica che attanaglia oggi Nettuno sono indiscutibilmente legate a quanto accertato dalle indagini dello Stato italiano sull’operato della disciolta amministrazione. Tuttavia, se si intende veramente imboccare il cammino di rinnovamento e ripresa occorre riconoscere che le cause di questa grave crisi hanno radici storiche più articolate, remote e profonde. Esse vanno principalmente ricondotte al metodo, alle logiche, alle concrete competenze su cui per oltre trent’anni
si è fondata la pratica del governo della città di Nettuno. Ma non solo. Esistono infatti responsabilità in qualche modo imputabili anche alla capacità di fare e organizzare opposizione, nonché a un difetto generale nelle forme di partecipazione politica dei cittadini. Troppo questa è stata limitata allo scambio dei voti oppure desolatamente distante dalla presenza attiva e dal controllo che caratterizzano i sistemi territoriali civicamente più progrediti e non a caso più avanti di noi nella qualità della vita e nella ricchezza.
Nella durata e nei processi di sistema ha così preso forma l’attuale, problematico, presente di Nettuno. Un futuro diverso e migliore, allora, è a portata di mano se interveniamo oggi su questi meccanismi generali. A tal fine riteniamo sia fondamentale partire da una rinnovata morale politica e per questo proponiamo il presente
codice etico, sollecitando la sua adozione e il suo rispetto da parte di tutti i partiti, formazioni politiche e liste civiche che operano in questo nostro territorio.

Il nostro codice etico

Un codice etico per la politica a Nettuno

Io cittadino di Nettuno,

poiché ritengo:

che TUTTI gli eletti sono responsabili nei confronti di TUTTI i cittadini, anche di coloro che non li hanno votati;

che il RISPETTO del mandato ELETTORALE è vincolato al RISPETTO delle NORME ETICHE, dalle quali non prescinde,

e nell’auspicio

che un nuovo slancio morale possa fondare un modo nuovo di fare politica sul territorio e dare così impulso a un deciso cammino di crescita e progresso, chiedo che tutte le formazioni politiche e civiche adottino un CODICE ETICO nel quale si impegnino:

  1. a non candidare i cittadini che abbiano avuto incarichi nella Giunta Municipale o fatto parte della maggioranza del disciolto Consiglio Comunale di Nettuno;

  1. a non candidare cittadini che siano anche solo indagati per reati di mafia o abbiano comprovate frequentazioni con esponenti della criminalità organizzata, mafiosa e non, ovvero siano stati rinviati a giudizio o condannati, pure in via non definitiva, per reati dolosi gravi (quali, a titolo meramente esemplificativo: reati contro la pubblica amministrazione, reati contro il patrimonio, favoreggiamento anche semplice verso organizzazioni criminali, omicidio, furto, rapina, estorsione e usura, riciclaggio e impegno di denaro di provenienza illecita, traffico illecito di stupefacenti, traffico illegale di rifiuti, ecc.);

  1. a riconoscere l’importanza del rinnovamento della classe politica e la norma della discontinuità negli incarichi amministrativi. Ciò perché la vita politica si giova dell’apporto di idee ed energie nuove, mentre la costante permanenza in cariche elettive e/o amministrative di un medesimo soggetto lo espone, talora pur inconsapevolmente e involontariamente, al rischio della personalizzazione della propria attività orientandola via via al condizionamento e al servizio di una cerchia sempre più ristretta di soggetti e interessi se non del proprio esclusivo. Da qui la necessità che i partiti si impegnino a non riproporre la candidatura di coloro i quali abbiano ricoperto per due mandati consecutivi la carica di consigliere comunale;
  2. a evitare e rimuovere ogni possibile causa di conflitto di interesse, cioè impedire che una carica elettiva, al di là dall’eventuale indennità legittimamente percepita, possa portare vantaggi economici o patrimoniali, diretti o indiretti, di natura personale o verso familiari o conoscenti. Di conseguenza, i partiti e i movimenti politici locali si impegnano a non candidare a Sindaco e a non nominare Assessori i titolari di beni patrimoniali o di attività imprenditoriali che possano trarre benefici dall’amministrazione delle politiche di gestione del territorio e di controllo e indirizzo dei servizi comunali;
  3. a riconoscere il valore morale della coerenza e del rispetto del mandato elettorale. Gli eletti al consiglio comunale si impegnano così a rispettare, per l’intera consigliatura, il mandato ricevuto dagli elettori. Coloro i quali, nel corso del mandato, non condividano più il percorso politico-amministrativo della fazione con la quale avevano chiesto e ottenuto il voto dei propri elettori si impegnano a dimettersi dalla carica elettiva. È pertanto fatto divieto assoluto di conservare la carica migrando in altre organizzazioni, partiti, fazioni politiche per i quali non ha ricevuto alcun preciso mandato elettorale. Qualora tuttavia venga meno la compattezza della coalizione che amministra mettendo a rischio la governabilità della città, il sindaco, la giunta, i consiglieri e le forze politiche si impegnano a ricercare soluzioni che non snaturino la matrice e il sistema di alleanze politiche con cui gli amministratori si sono presentati alle elezioni;
  4. ad ammettere la necessità del coinvolgimento dei giovani e delle donne nella vita politica attiva e nella diretta partecipazione alle attività amministrative. Per questa ragione, i partiti e i movimenti politici locali sottoscrivono l’obbligo a riservare quote specifiche per giovani e donne nelle liste dei candidati, impegnandosi nello stesso tempo a realizzare ogni forma di iniziativa utile all’avviamento, al coinvolgimento e alla partecipazione dei giovani e delle donne nelle attività dei loro gruppi politici;
  5. a riconoscere che l’importanza dell’impegno politico e soprattutto della responsabilità dell’amministrazione di una città richiedono preparazione, serietà, diligenza e capacità di migliorare le proprie conoscenze e competenze al servizio del bene comune. Queste prerogative sono l’antidoto all’incompetenza, alla superficialità e all’improvvisazione ma presuppongono impegno, esperienza, studio, approfondimento, osservazione, ascolto, e portano al discernimento e alle decisioni consapevoli, responsabili, alla qualità e all’efficienza dell’agire politico. Per questa ragione, i partititi e i movimenti politici locali si impegnano a selezionare i candidati e gli eventuali amministratori in base a criteri di merito e di competenza e ad attivare per i candidati, gli eventuali eletti, i loro iscritti, nonché in favore dei cittadini interessati, soprattutto giovani, iniziative volte allo sviluppo e alla maturazione delle conoscenze e delle competenze utili all’impegno politico e alle responsabilità amministrative, come seminari, conferenze, corsi, incontri pubblici, collaborazioni formative.