mercoledì 5 settembre 2007

Introduzione al Codice Etico

Città in Comune
Movimento cittadino di opinione

MANIFESTO per un CODICE ETICO

Il Consiglio Comunale di Nettuno è stato sciolto il 28 novembre 2005. Il decreto del Presidente della Repubblica con cui si sanciva questo atto straordinario motivava testualmente la decisione con “le ingerenze della criminalità organizzata, rilevate dai competenti organi investigativi” e “al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale [...], per il ripristino dei principi democratici e di libertà collettiva”.
La grave situazione economica e amministrativa del Comune di Nettuno è emersa in modo drammatico nei quasi due anni di lavoro della Commissione straordinaria e si è inevitabilmente tradotta in una serie di inefficienze, disservizi, riduzione degli interventi e aumento delle imposte locali che hanno reso difficili la vita quotidiana dei cittadini, le attività economiche e significativamente compromesso le opportunità di sviluppo e crescita del nostro territorio per il futuro.
Le responsabilità dell’emergenza politica ed economica che attanaglia oggi Nettuno sono indiscutibilmente legate a quanto accertato dalle indagini dello Stato italiano sull’operato della disciolta amministrazione. Tuttavia, se si intende veramente imboccare il cammino di rinnovamento e ripresa occorre riconoscere che le cause di questa grave crisi hanno radici storiche più articolate, remote e profonde. Esse vanno principalmente ricondotte al metodo, alle logiche, alle concrete competenze su cui per oltre trent’anni
si è fondata la pratica del governo della città di Nettuno. Ma non solo. Esistono infatti responsabilità in qualche modo imputabili anche alla capacità di fare e organizzare opposizione, nonché a un difetto generale nelle forme di partecipazione politica dei cittadini. Troppo questa è stata limitata allo scambio dei voti oppure desolatamente distante dalla presenza attiva e dal controllo che caratterizzano i sistemi territoriali civicamente più progrediti e non a caso più avanti di noi nella qualità della vita e nella ricchezza.
Nella durata e nei processi di sistema ha così preso forma l’attuale, problematico, presente di Nettuno. Un futuro diverso e migliore, allora, è a portata di mano se interveniamo oggi su questi meccanismi generali. A tal fine riteniamo sia fondamentale partire da una rinnovata morale politica e per questo proponiamo il presente
codice etico, sollecitando la sua adozione e il suo rispetto da parte di tutti i partiti, formazioni politiche e liste civiche che operano in questo nostro territorio.

Il nostro codice etico

Un codice etico per la politica a Nettuno

Io cittadino di Nettuno,

poiché ritengo:

che TUTTI gli eletti sono responsabili nei confronti di TUTTI i cittadini, anche di coloro che non li hanno votati;

che il RISPETTO del mandato ELETTORALE è vincolato al RISPETTO delle NORME ETICHE, dalle quali non prescinde,

e nell’auspicio

che un nuovo slancio morale possa fondare un modo nuovo di fare politica sul territorio e dare così impulso a un deciso cammino di crescita e progresso, chiedo che tutte le formazioni politiche e civiche adottino un CODICE ETICO nel quale si impegnino:

  1. a non candidare i cittadini che abbiano avuto incarichi nella Giunta Municipale o fatto parte della maggioranza del disciolto Consiglio Comunale di Nettuno;

  1. a non candidare cittadini che siano anche solo indagati per reati di mafia o abbiano comprovate frequentazioni con esponenti della criminalità organizzata, mafiosa e non, ovvero siano stati rinviati a giudizio o condannati, pure in via non definitiva, per reati dolosi gravi (quali, a titolo meramente esemplificativo: reati contro la pubblica amministrazione, reati contro il patrimonio, favoreggiamento anche semplice verso organizzazioni criminali, omicidio, furto, rapina, estorsione e usura, riciclaggio e impegno di denaro di provenienza illecita, traffico illecito di stupefacenti, traffico illegale di rifiuti, ecc.);

  1. a riconoscere l’importanza del rinnovamento della classe politica e la norma della discontinuità negli incarichi amministrativi. Ciò perché la vita politica si giova dell’apporto di idee ed energie nuove, mentre la costante permanenza in cariche elettive e/o amministrative di un medesimo soggetto lo espone, talora pur inconsapevolmente e involontariamente, al rischio della personalizzazione della propria attività orientandola via via al condizionamento e al servizio di una cerchia sempre più ristretta di soggetti e interessi se non del proprio esclusivo. Da qui la necessità che i partiti si impegnino a non riproporre la candidatura di coloro i quali abbiano ricoperto per due mandati consecutivi la carica di consigliere comunale;
  2. a evitare e rimuovere ogni possibile causa di conflitto di interesse, cioè impedire che una carica elettiva, al di là dall’eventuale indennità legittimamente percepita, possa portare vantaggi economici o patrimoniali, diretti o indiretti, di natura personale o verso familiari o conoscenti. Di conseguenza, i partiti e i movimenti politici locali si impegnano a non candidare a Sindaco e a non nominare Assessori i titolari di beni patrimoniali o di attività imprenditoriali che possano trarre benefici dall’amministrazione delle politiche di gestione del territorio e di controllo e indirizzo dei servizi comunali;
  3. a riconoscere il valore morale della coerenza e del rispetto del mandato elettorale. Gli eletti al consiglio comunale si impegnano così a rispettare, per l’intera consigliatura, il mandato ricevuto dagli elettori. Coloro i quali, nel corso del mandato, non condividano più il percorso politico-amministrativo della fazione con la quale avevano chiesto e ottenuto il voto dei propri elettori si impegnano a dimettersi dalla carica elettiva. È pertanto fatto divieto assoluto di conservare la carica migrando in altre organizzazioni, partiti, fazioni politiche per i quali non ha ricevuto alcun preciso mandato elettorale. Qualora tuttavia venga meno la compattezza della coalizione che amministra mettendo a rischio la governabilità della città, il sindaco, la giunta, i consiglieri e le forze politiche si impegnano a ricercare soluzioni che non snaturino la matrice e il sistema di alleanze politiche con cui gli amministratori si sono presentati alle elezioni;
  4. ad ammettere la necessità del coinvolgimento dei giovani e delle donne nella vita politica attiva e nella diretta partecipazione alle attività amministrative. Per questa ragione, i partiti e i movimenti politici locali sottoscrivono l’obbligo a riservare quote specifiche per giovani e donne nelle liste dei candidati, impegnandosi nello stesso tempo a realizzare ogni forma di iniziativa utile all’avviamento, al coinvolgimento e alla partecipazione dei giovani e delle donne nelle attività dei loro gruppi politici;
  5. a riconoscere che l’importanza dell’impegno politico e soprattutto della responsabilità dell’amministrazione di una città richiedono preparazione, serietà, diligenza e capacità di migliorare le proprie conoscenze e competenze al servizio del bene comune. Queste prerogative sono l’antidoto all’incompetenza, alla superficialità e all’improvvisazione ma presuppongono impegno, esperienza, studio, approfondimento, osservazione, ascolto, e portano al discernimento e alle decisioni consapevoli, responsabili, alla qualità e all’efficienza dell’agire politico. Per questa ragione, i partititi e i movimenti politici locali si impegnano a selezionare i candidati e gli eventuali amministratori in base a criteri di merito e di competenza e ad attivare per i candidati, gli eventuali eletti, i loro iscritti, nonché in favore dei cittadini interessati, soprattutto giovani, iniziative volte allo sviluppo e alla maturazione delle conoscenze e delle competenze utili all’impegno politico e alle responsabilità amministrative, come seminari, conferenze, corsi, incontri pubblici, collaborazioni formative.